Il Cirò è DOCG!


Da oggi, il vino simbolo della viticoltura calabrese entra ufficialmente nell’élite dell’enologia italiana ed europea. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 4 aprile 2025 (link al documento), il Cirò ottiene il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, la massima certificazione qualitativa per i vini italiani.

Si tratta di un risultato storico, che corona anni di lavoro, tutela e promozione da parte del Consorzio di tutela dei vini Cirò e Melissa, delle aziende vitivinicole locali e di un’intera comunità che ha creduto, con visione e coerenza, nella forza identitaria di questo vino.

L’ottenimento della DOCG non è un semplice passaggio formale. Richiede una profonda coerenza tra qualità del prodotto, storicità della denominazione, riconoscibilità stilistica, tracciabilità e capacità di esprimere un territorio in modo autentico e distintivo.

Il Consorzio ha portato avanti negli anni un’attività capillare di tutela, valorizzazione e crescita qualitativa, accompagnata da un costante dialogo con le istituzioni nazionali ed europee. Il risultato non è solo la valorizzazione del vino, ma l’intero territorio del Cirò, oggi proiettato verso nuove prospettive di riconoscimento e visibilità.

Cosa significa DOCG?

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita rappresenta il livello più alto della piramide qualitativa del vino italiano. Significa garanzie più stringenti in termini di:

  • Origine delle uve

  • Tecniche di vinificazione e invecchiamento

  • Controlli analitici e organolettici

  • Tracciabilità e autenticità del prodotto

In altre parole, ogni bottiglia di Cirò DOCG sarà non solo un vino, ma un patrimonio certificato di storia, cultura, territorio.

Una svolta per il vino calabrese

Questo riconoscimento rappresenta molto più di una medaglia: è un messaggio chiaro al mercato nazionale e internazionale.
La Calabria enologica è pronta per il grande salto, e il Cirò è la punta di diamante di un’identità vitivinicola forte, radicata e contemporanea che coinvolge tutti gli altri territori.

È anche uno stimolo per le nuove generazioni di produttori, che sempre più spesso investono in qualità, sostenibilità e racconto del territorio. Una nuova energia che rende oggi il vino calabrese ancora di più un interlocutore credibile nella scena enologica internazionale.

foto di DADDO SCARPINA – rielaborazione vinocalabrese.it

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